Multicanalità, come funziona?

Oggi è sempre più usato il termine multicanalità 2.0 per indicare le strategie di promozione di un brand. Ma come si applica concretamente questa forma di comunicazione? E funziona solo sul web o anche sui media tradizionali?

Prima di tutto va compreso che il termine sta a indicare la possibilità di far fruire al pubblico un singolo contenuto attraverso più canali informativi contemporaneamente. Il terreno naturale della multicanalità è certamente la Rete, ma il concetto è stato applicato efficacemente anche sui mass-media da ormai molti anni. Uno degli esempi più efficaci è dato dalle partite di calcio. Da sempre prima degli incontri tutti di media – giornali, tv, radio – danno informazioni a gogò sulle gare che si disputeranno la domenica. Le partite poi potranno essere seguite in diretta sulle tv o le radio che hanno acquisito i diritti; ma ci saranno altre emittenti che racconteranno quello che succede sempre in diretta senza immagini ma attraverso le emozioni di ospiti in studio (“Quelli che il calcio…” è il format del genere di maggior successo). Nei giorni successivi poi abbondano le trasmissioni che commentano i fatti di quelle stesse partite. La multicanalità si sviluppa, dunque, sia sul “quando” (il prima, il live e il dopo l’evento) che sul “dove” (giornali, radio, tv).

L’avvento della Rete ha ampliato le piattaforme utilizzabili per accedere allo stesso evento: le dirette in streaming video, quelle audio, gli aggiornamenti dati in tempo reale, i commenti testuali su canali di discussione (blog, chat, social network). Oltre a tutti i siti di testate giornalistiche che replicano on line la produzione tradizionale.

Per arrivare a tanto c’è voluto comunque del tempo. Nei primi anni del world wide web, infatti, testi e immagini di un sito web erano fruibili solo visitando quella pagina a causa di limitazioni tecniche e scelte editoriali di copyright delle aziende. Poi lo sviluppo dei motori di ricerca ha cambiato i parametri di accessibilità. Oggi gli articoli di un blog possono essere visti oltre che visitando la sua pagina anche grazie alla ricerca per parola chiave, le foto possono essere anche su Flickr e i video su Youtube. La vera novità portata da Internet è il rapporto tra chi diffonde i dati e chi li riceve. In Rete non c’è il totale filtro dei professionisti della comunicazione: il lettore di un giornale può facilmente diventare a sua volta “produttore” di notizie on line. Il pubblico del web, quando produce o rielabora una notizia, crea opinioni e può determinare il successo o meno di un contenuto.

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